Venerdì 15 Febbraio ’13

Caino (Crust-Sludge da Palermo)
YouSuck! (skatecore da Parma)
Lyon Estates (Hardcore da Bologna)
xOllieArsonx (Mazzinicore da Bologna)

Inizio ore 22:00

Circolo Iqbal MAsih – Via dei Lapidari 13/L – Bologna – Bus 11c/27, notturno 62

caino2nuovo

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Venerdì 7 Dicembre! Benefit per Iqbal Masih

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Chiudiamo Casa Pound

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Mama Afr!ka Live 9 Novembre al Circolo Iqbal Masih

Venerdì 9 Novembre 2012 ore 22:00!

 

 

 

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Chiudiamo Casa Pound – Chiudiamo le sedi dei fascisti

 

 

Alcuni mesi fa i fascisti di Casa Pound hanno aperto una loro sede in via Malvolta 16/d, nel quartiere Murri a Bologna, di nascosto, dietro la copertura di una fantomatica associazione culturale, dal nome sinistro: “Sole e acciaio”. Come residenti nel quartiere abbiamo sentito l’esigenza di tenere monitorate le loro attività, come prima forma di autodifesa. Pur proveniendo da esperienze e realtà diverse siamo oggi unite dall’ideale antifascista e da una necessità non rimandabile: togliere qualsiasi agibilità alla propaganda dei fascisti e chiudere la sede di via Malvolta 16/d.

I cosiddetti fascisti del terzo millennio (come si definiscono pubblicamente) utilizzano le armi del mimetismo che hanno ereditato dai loro “padri” di Terza Posizione e mostrano un volto affabile e giovanile per cercare di imbonirci. Nella loro demagogia vogliono rifarsi a un supposto “fascismo delle origini”, venato di vitalismo e irrazionalismo, vicino a D’Annunzio, Fiume e al “diciannovismo” (dal 1919, anno di fondazione dei fasci di combattimento).

Dietro c’è la violenza squadrista: bastonate agli studenti che protestavano contro la controriforma Gelmini nel 2008 a Piazza Navona, coltellate ai gay e agli “alternativi”, infinite aggressioni a compagni o semplici dissidenti su e giù per l’Italia, fino all’assassinio: nel dicembre 2011 un militante di Casa Pound, Gianluca Casseri, spara a bruciapelo ad alcuni venditori ambulanti senegalesi, a Firenze; ne ammazza due e ferisce altri tre, in quella che è una vera e propria esecuzione razzista.

Questi sono i pericoli. Per contrastare tutto ciò abbiamo iniziato un’attività pubblica nel quartiere e nella città: con regolari volantinaggi e affissioni, e attuando due iniziative simboliche, intitolando una rotatoria all’antifascista Emilio Bassi e dando vita a un presidio partecipato di fronte alla targa che ricorda il ruolo delle donne antifasciste nella Resistenza, presso il parco Renata Viganò, opera sfregiata con un fascio littorio la notte subito precedente alla nostra iniziativa.

Noi crediamo anche che i veri nemici siano i padroni, gli speculatori e tutti quegli apparati statali e sovrastatali che ci stanno facendo pagare con lacrime e sangue una crisi finanziaria di cui hanno l’esclusiva responsabilità., per questo ci siamo dati  tre parole d’ordine: internazionalismo, libertà e giustizia sociale. Questi sono i nostri valori.

I fascisti di via Malvolta costituiscono un ostacolo nell’affermazione di questi valori perché sono, come tutti i loro camerati, a fianco dei padroni contro i lavoratori e al fianco della polizia contro chiunque si ribelli a un ordine ingiusto. Lo dimostra ad esempio il recente appoggio di Casa Pound alle politiche del padrone dell’Ilva di Taranto Riva, noto sfruttatore ed affamatore, assassino inquinatore di una popolazione e del suo intero territorio.

La nostra netta percezione oggi è che i fascisti di via Malvolta tentino di allargare la propria sfera d’azione: adesivi, scritte, manifesti, aperitivi sul marciapiede, una sede aperta diversi giorni a settimana e la prima iniziativa pubblica il 13 ottobre scorso, conclusasi lungo la strada al grido di “Duce Duce”, sotto l’occhio protettivo carabinieri. Tutto ciò è ostacolato spontaneamente dalla gente del quartiere che rimuove gli adesivi, copre le scritte, appende striscioni antifascisti e si riprende le strade (come è avvenuto lo stesso 13 ottobre),  ma avviene anche nel silenzio assordante delle istituzioni, dal quartiere al comune.

Noi non resteremo a guardare: l’attività spontanea degli abitanti del quartiere merita l’appoggio di tutti-e. Proponiamo quindi alle donne e agli uomini liberi, e alle loro associazioni, una manifestazione, popolare e determinata, nel pomeriggio di sabato 24 novembre.

Sabato 24 novembre manifestazione ore 15 piazza Carducci

Chiudiamo le sedi dei fascisti! Chiudiamo Casa Pound!

 

Coordinamento Antifascista Murri

antifamurri.noblogs.org antifa.murri@inventati.org

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Inaugurazione Nuovo Iqbal Masih!

Inaugurazione Nuovo Iqbal Masih!

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11 Maggio 2012 – ItaliAliena

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3 Febbraio 2012 – Benefit per Iqbal

 

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Comunicato sull’episodio del 7 Dicembre 2011 – Pratello

Bologna, 20/12/2011

 

A TUTTE LE COMPAGNE ANTIFASCISTE

A TUTTI I COMPAGNI ANTIFASCISTI

 

 

La sera dello scorso 7 dicembre si sono aggirati per ore (4 o 5 ore!), nel comprensorio di Via del Pratello, tre loschi personaggi provenienti dagli ambienti dell’estrema destra FASCISTA che, da varie testimonianze oculari, risultano aver messo in atto comportamenti assolutamente CONTRARI ALLA DIGNITÀ INDIVIDUALE della popolazione, storicamente antiautoritaria, della zona in questione; si parla, in particolare di donne (cui sono stati rivolti epiteti quali “puttana comunista”) ed immigrati (ad uno dei quali pare addirittura sia stata spenta una sigaretta in testa!).

 

Questo fino a quando, verso le 3 della stessa notte, un compagno, esasperato da quello spettacolo indegno, ha deciso di  porvi fine sparando un colpo d’arma da fuoco che ha colpito uno dei suddetti individui alla gamba.

 

Riportiamo pubblicamente questi fatti poiché sembra incredibile, a chi ha vissuto lungamente la città di Bologna, che non si sia riusciti a trovare una soluzione più tempestiva e partecipata che non tollerare per lunghe ore ed aspettare che un compagno si giocasse la libertà vedendosi costretto ad ingaggiare una solitaria lite conclusasi con un colpo d’arma da fuoco. Via del Pratello è da lunghissimo tempo una roccaforte del pensiero antifascista, degli stili di vita antiautoritari, dell’organizzazione del dissenso, della libera socialità: NON PUO’ NÈ DEVE TOLLERARE CHE FATTI DEL GENERE SI RIPETANO, è necessario uno sforzo d’autocritica e d’organizzazione.

In questi frangenti ci troviamo a dover porgere all’unica persona che sia riuscita a fare qualcosa quella notte (e che ora si trova in stato di carcerazione preventiva) la nostra più sentita solidarietà: a ben vedere la responsabilità per la sua prigionia è anche di tutti noi. Quando ci sottraiamo all’organizzazione collettiva per resistere a chi non ha rispetto per l’altrui libertà, diversità, individualità ci rendiamo responsabili delle conseguenze drammatiche che, in un modo o nell’altro, ciò potrà causare.

Pensiamo che Via del Pratello non possa essere solo aperitivi: la libertà va difesa con costanza, non può essere vissuta solo nelle circostanze e nei modi più comodi e leggeri ma anche nelle sue necessarie implicazioni di lotta.

Collettivo Malasorte                                                                                                      

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20 Gennaio 2012

Rise & Shine

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